Archivio per etichetta: 'Pirateria'

Uso di software pirata nello studio professionale

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

La sentenza, che si offre ai lettori di ABCDiritto, conferma l’interpretazione secondo la quale il professionista, titolare dello studio nel quale si faccia uso per lavoro di software pirata, risponde dell’ipotesi prevista all’articolo 171 bis del R.D. 633 del 1941 (modificato dalla l. 248 del 2000), poiché ad integrare il reato è sufficiente la detenzione e l’utilizzo di programmi illecitamente riprodotti.

Segue il testo della sentenza:


(continua…)


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La lotta alla contraffazione secondo il Commissario Charlie McCreevy

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Da Bruxelles, Charlie McCreevy, Commissario Europeo al mercato interno, nel fare il punto sulla lotta alla contraffazione, pur ammettendo che il fenomeno è in crescita con 128 milioni di falsi nel solo 2007 di cui l’80% prodotti in Cina, è fiducioso che non servano inasprimenti della legislazione per fermare questa onda senza controllo.

La ricetta suggerita da McCreevy è semplice:

1) non appesantire la burocrazia ma applicare le leggi già esistenti;

2) vale anche la regola del “Chi fa da sé fa per tre” ossia i settori industriali, e quindi le aziende, dovranno attivarsi di più per tutelare i propri interessi anche svolgendo consulenza tecnica per le autorità;

3) per risolvere il rischio della pirateria sul web, dal download illegale fino all’acquisto di merci contraffatte, bisogna spingere sull’adozione di filtri e all’accordo privato fra Provider e detentori dei diritti lesi.

4) aumento dello scambio di informazioni e creazione di una rete di cooperazione effettiva all’interno dell’Europa;

5) sviluppare un sistema di warning, ossia di allarme preventivo, per bloccare i prodotti contraffati su tutto il territorio Europeo in modo simile a quanto avviene già per i prodotti pericolosi per la salute.


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L’Europa, i tre strike e l’uso non commerciale del materiale coperto da copyright

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Ultimamente si fa un gran parlare delle strategie di contrasto alla condivisione illegale di materiale coperto da copyright. Alcuni Stati membri europei, in modo simile, hanno deciso di supportare l’idea del three-strike secondo la quale i provider devono cooperare nella lotta alla pirateria monitorando il traffico e distinguendo gli usi consentiti del web. Il fine è “tagliare” la connessione internet a chi sia stato sorpreso per la terza volta a infrangere il copyright.


La Francia, secondo quanto si apprende dalle parole del Segretario Generale dell’Autorité de Régulation des Mesures Techniques, Jean Berbinau, ha deciso di introdurre tale regola attraverso una riforma legislativa che vedrà la luce con probabilità tra qualche mese.

L’Inghilterra, invece, ha deciso di muoversi a tappe. Ha invitato ISP e associazioni di categoria a trovare un accordo privato. Se per il 2009 non saranno introdotti sistemi per contrastare la pirateria il Governo interverrà con una legge ad hoc.
In Italia, dove è punito anche l’uso non commerciale, la situazione non è serena e alcune associazioni, come la S.I.A.E. e la Federazione Industriale Musica Italiana, hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa dalle quali s’intuisce la volontà di proporre il three-strike facendo pressione sul nuovo Governo.

I dubbi di legittimità sulla tecnica dei tre strike, che muove dalla giustizia privata a suon di disconnessione forzosa come toccasana all’illegalità diffusa piegando anche la privacy degli utenti, sono balzati sul tavolo del Parlamento Europeo.

Quest’ultimo aveva già in discussione la Relazione di Guy Bono in tema di Cultural Industries in Europe. Votata con 586 voti a favore, contro soli 36 contrari, il documento sottolinea che l’obiettivo da raggiungere, all’interno dell’Europa, è sì la protezione del copyright, eliminando alla radice le cause di contraffazione e di pirateria, ma anche quello di non criminalizzare l’uso non commerciale di tale materiale.

Emerge dalla Relazione un approccio positivo alla tecnologia e al web. Sono strumenti dai quali gli utenti traggono dei vantaggi soprattutto culturali. Attraverso la rete la diffusione della cultura è facilitata ed è reso semplice l’accesso ad ogni diversità di espressione che contribuisca ad arricchire il bagaglio di conoscenze degli utenti. Tenuto conto, dunque, di questi valori non sono ammissibili ostacoli all’accesso a questa risorsa anche quando occorre tutelare il diritto dei produttori di cultura a ricevere la propria remunerazione.

Ribadendo il divieto di non ostacolare l’accesso al web, il Parlamento Europeo, recentemente, ha votato un emendamento alla Relazione tra le righe del quale si scorge, pur non nominandola direttamente, una crescente ostilità alla tecnica dei tre strike. Internet costituisce una grande piattaforma di partecipazione democratica alla creatività attraverso l’accesso sia alla cultura generalista che a nozioni più tecniche. Per questo motivo deve essere vietata l’adozione di qualunque misura, anche dissuasiva, che consenta di interrompere l’accesso al web. Tali sistemi, oltre a non rispettare il principio di proporzionalità, incidono sulla libertà civile e sui diritti dell’uomo.


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