La cassazione e la marijuana: vietata la coltivazione ma non l’uso per motivi religiosi?
Avv. Hermans Joseph Iezzoni
La Cassazione non è nuova a decisioni destinate a far discutere infiammando sia gli addetti ai lavori che il sentire dei comuni cittadini. Così, nell’accesso dibattito sulla liberalizzazione delle droghe, ha già scatenato polemiche l’apertura dei Giudici del Palazzaccio al Rastafarianesimo del predicatore Marcus Mosiah Gavey.
Mentre le Sezioni Unite affermano che giunge alla soglia del penalmente rilevante, anche per l’uso personale, qualunque condotta di coltivazione di piante dalle quali estrarre sostanze stupefacenti, anche se di modica e rudimentale entità, la Sesta Sezione, in via interpretativa, apre alla detenzione per motivi religiosi come quelle dei rastafariani, poiché: «secondo le notizie relative alle caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale,ma anche come-”erba meditativa” come tale possibile apportatrice dello, stato psicofisico inteso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che “la erba sacra” sia cresciuta sulla tomba di re Salomone,chiamato il Re saggio e da esso ne tragga la forza,come,si evince da notizie di testi che indicano le caratteristiche di detta religione.»
Seguono i testi delle pronunce:
(continua…)
ABCDiritto









