Archivio per etichetta: 'Cassazione IV Sez. Penale'

la marijuana e le informazioni on-line per la coltivazione

Avv. Hermans Joseph IEZZONI

Con la sentenza, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Quarta Sezione Penale della Cassazione richiamandosi alla sentenza 22911/2004, ha condiviso il principio secondo il quale si configura il reato di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, di cui all’art. 82 D.P.R. 309/1990 (“Istigazione, proselitismo e induzione al reato di persona minore “), anche nell’ipotesi in cui si pubblicizzi on-line, sul sito destinato alla vendita delle materie prime e degli strumenti necessari per la coltivazione, “dettagliate informazioni circa le modalità di coltivazione dei semi di canapa indiana, al fine di far sì che si ottengano piante idonee a soddisfare la richiesta di stupefacente, nonché circa i mezzi strumentali idonei alla coltivazione ottimale dei semi in parola”.

Segue il testo della sentenza
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Guida in stato di ebbrezza e rifiuto di sottoporsi all’etilometro

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la pronuncia, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Quarta Sezione della Cassazione interviene a tamponare l’errata interpretazione secondo la quale le modifiche introdotte dal Decreto Bianchi, nel differenziare le sanzioni in base al valore della concentrazione di alcool nell’aria (tasso alcoolemico rilevato), hanno vanificato, nel caso di rifiuto del trasgressore ad effettuare il test, il ricorso ad elementi sintomatici dello stato di ebbrezza. Ragionando in questi termini la condotta di guida sotto l’influenza dell’alcool non sarebbe più penalmente rilevante.

La Cassazione, all’opposto, ribadisce il costante orientamento secondo cui lo stato di ebbrezza del conducente può essere provato ed accertato con qualsiasi mezzo non necessariamente attraverso l’etilometro di cui parla l’art. 379 del Regolamento di attuazione e di esecuzione del codice della strada.

La Quarta Sezione osserva come al Giudice residui un ampio margine di azione. Può, infatti, disattendere l’alcooltest ed i suoi risultati in virtù del libero convincimento. Così ricavando i dati ignoti da qualunque elemento che rilevi lo stato di alterazione. L’importante è, poi, giustificare la scelta attraverso una motivazione logica ed esauriente.

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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L’ultima parola della Cassazione sul disastro aereo di Linate

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la pronuncia, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Cassazione si occupa del disastro aereo avvenuto l’8 ottobre 2001 nell’aereporto di Linate.

La Corte, con una lunga esposizione, rigetta i ricorsi e ribadisce che, prima dell’entrata in vigore del D.lgs. 96/2005, non era possibile rintracciare una responsabilità in capo al Direttore dell’aeroporto poiché mancava una norma impositiva dell’obbligo di regolare e vigilare i movimenti degli aerei così come un obbligo di adempiere in sostituzione degli enti preposti alla gestione in sicurezza del traffico aereo.

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La Cannabis ed il fatto di lieve entità

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la sentenza, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Cassazione precisa come grazie al moltiplicatore variabile della dose media singola, che attribuisce una diversa qualità agli stupefacenti, superato l’orientamento della maggiore o minore “purezza” della sostanza, vi è uno spazio per concedere l’attenuante del fatto di lieve entità per chi spaccia la cannabis ed i suoi derivati.

Segue il testo della sentenza:
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Abusivo esercizio di una professione, danni patrimoniali e morali

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

La recente pronuncia, n. 22144 del 3 giugno 2008 della Cassazione, conferma la legittimità della costituzione di parte civile degli Ordini professionali per ottenere i danni patrimoniali e morali.

Il danno patrimoniale è costituito dalla concorrenza sleale che i non iscritti svolgono contro gli iscritti alle associazioni di categoria. La Corte, però, conferma l’orientamento pregresso, II Sezione Penale n. 11078 del 28 ottobre 2000, secondo il quale la costituzione non può avvenire se il solo scopo è tutelare gli interessi morali della categoria.

La sentenza offre lo spunto per analizzare, in breve, l’articolo 348 del Codice Penale che punisce “l’Abusivo esercizio di una professione”.

Cosa dice la norma?

“Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da euro 103 a euro 516.”

L’oggetto della tutela?

E’ costituito direttamente dall’interesse pubblico a garantire uno standard di competenze attraverso il vincolo d’accesso, mediante una speciale abilitazione, a tutte quelle professioni caratterizzate da elevate competenze tecniche. Indirettamente sono, però, tutelati anche i professionisti e gli Ordini.

L’autore del reato?

Il reato può essere commesso da tutti coloro che o non sono provvisti dei requisiti necessari per esercitare la professione oppure siano stati colpiti da sanzioni disciplinari o altre pene. Occorre la consapevolezza dell’abusivo esercizio, ossia, la coscienza e volontà di compiere un atto professionale.

La condotta?
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La condotta è integrata anche dal compimento di una prestazione isolata purché si tratti di un atto riservato ad una professione protetta ossia che poteva essere compiuto solo dal professionista abilitato (avvocato, medico, ragioniere, commercialista, architetto ecc.). Diversamente, nel caso di atti liberi, ma con caratteri riconducibili ad una professione, il delitto è integrato qualora vi sia abitualità della condotta.

Segue il testo della sentenza:

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Una rete informativa per prevenire le morti bianche e le lesioni colpose (Cassazione IV Sezione Penale n. 3011 del 21 gennaio 2008)

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la sentenza, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la quinta sezione penale della Cassazione, in tema di situazioni di pericolo dovute alla disattenzione del responsabile e del coordinatore dei lavori, ha stabilito che, quando in un medesimo cantiere operino diverse aziende (cd. sub-appalti), tutti gli incaricati per la sicurezza devono cooperare assieme per garantire il diritto alla sicurezza dell’ambiente di lavoro e realizzare una “rete informativa” per intervenire tempestivamente con i “dovuti rimedi tecnici”.

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Cassazione 38516/2007: reato di favoreggiamento dell’Avvocato

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la pronuncia che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Cassazione stabilisce che rischia l’incriminazione per favoreggiamento l’Avvocato che, in favore del proprio assistito, tenti di eludere o comunque di depistare le indagini svolte od il risultato delle medesime, anche se spinto dalla convinzione di innocenza o se non è stato raggiunto lo scopo.

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