Archivio per etichetta: 'Cassazione III Sez. Penale'

Per la Cassazione i forum ed i blog non sono la stampa

Avv. Hermans Joseph IEZZONI

Ieri , 10 marzo 2009, è stata finalmente depositata la sentenza n. 10535 della Terza Sezione Penale di Cassazione pronunciata l’11 dicembre 2008, che vi riporto in integrale, con la quale è stato rigettato il ricorso proposto dalla Aduc – Associazione per i diritti degli utenti e consumatori.

Sul merito della questione vi invito a leggere quanto scritto QUI.

Segue il testo della sentenza.


(continua…)


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Diritto al risarcimento per i bollini SIAE

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Grazie alla segnalazione di Enrica, apprendo dall’Espresso di oggi, notizia riportata anche dal blog di Stefano Quintarelli, dell’esistenza di una sentenza, forse del Tribunale Civile di Roma ma non sono riportati neppure gli estremi, che ha riconosciuto il diritto al rimborso in favore delle Edizioni Master per i bollini SIAE pagati dal 2004 a oggi.

Non ho sotto mano la sentenza e neppure gli estremi, quindi ho pochissimi elementi per ricostruire il percorso compiuto dal Giudice per giungere a conclusioni favorevoli per l’editore di Rende. Da quel poco che riferisce l’articolista dell’Espresso, deduco che il clima di fondo è ancora una volta la decisione della Corte di Giustizia delle Comunità Europee dell’8 novembre del 2007 nel caso Schwibbert. Questa aveva invitato il giudice nazionale italiano a disapplicare tutte le regole che impongono l’obbligo di contrassegnare i supporti con il bollino SIAE prima di commercializzarli.

Del bollino mi ero già occupato segnalandovi il contrasto interpretativo della Cassazione sulla valenza penale del contrassegno nei reati a danno del diritto d’autore. Vi invito a leggere questi post:

1) Bollino SIAE e Cassazione n. 13810 del 2 Aprile 2008;

2) Ancora sul bollino SIAE;

Il precedente, di cui purtroppo sommariamente riporto la notizia, costituirebbe, invece, un caso di applicazione dei principi enunciati dalla Corte di Giustizia ai soli fini patrimoniali, ossia per il rimborso di quanto versato a ragione dei bollini.


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Ancora sul bollino SIAE

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Si apre il contrasto interpretativo attorno al valore legale del bollino SIAE nei casi di illegittima duplicazione.
La Cassazione 32064, infatti, non condividendo la posizione espressa nella sentenza 13810/2008, secondo la quale il giudice nazionale, a seguito di quanto dedotto dalla Corte di Giustizia nel caso Schwibbert, è sempre tenuto a disapplicare l’obbligo di contrassegnare i supporti, puntualizza che la disapplicazione è possibile solo quando il bollino condizioni la libera circolazione dei prodotti e non quando assicuri una tutela più incisiva e pronta alle violazioni del diritto d’autore.

Per i giudici il bollino costituisce una regola di esperienza in grado di agevolare i consumatori a non subire frodi potendo distinguere il genuino dal prodotto contraffatto. Per la stessa presunzione distintiva viene adoperato come indizio dalla Polizia e dalla Magistratura nelle indagini.

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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I jeans non sono una cintura di castità

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Era il 1999, quando la Terza Sezione Penale della Cassazione dubitò che i jeans potessero facilitare la violenza sessuale considerandoli alla stregua di un indice del consenso della donna. Molti ricorderanno le polemiche che ne seguirono e gli slogan “jeans alibi per lo stupro” di Rita Levi Montalcini Tullia Zevi, Dacia Maraini, Livia Turco, Inge Feltrinelli, Lalla Romano, Franca Rame, Giovanna Melandri, Emma Marcegaglia, Maria Corti e del loro appello:

“La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che offende profondamente la dignità di tutte le donne e vanifica molti anni di battaglia in difesa della condizione femminile. Il giudizio della Suprema Corte rischia di cancellare le elementari conquiste di civiltà giuridica, provocando un grave arretramento nel costume di questo paese. Ci auguriamo che le donne facciano sentire la loro protesta affinché pronunciamenti e atti di questo genere non si ripetano.”

A distanza di anni, la  Cassazione, con la sentenza 30403, sembra voler quasi chiudere il conto con il passato, rispondendo che i jeans non costituiscono di per sé impedimento a compiere una violenza sessuale e non possono essere paragonati ad una cintura di castità.

Segue il testo: (continua…)


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Uso di software pirata nello studio professionale

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

La sentenza, che si offre ai lettori di ABCDiritto, conferma l’interpretazione secondo la quale il professionista, titolare dello studio nel quale si faccia uso per lavoro di software pirata, risponde dell’ipotesi prevista all’articolo 171 bis del R.D. 633 del 1941 (modificato dalla l. 248 del 2000), poiché ad integrare il reato è sufficiente la detenzione e l’utilizzo di programmi illecitamente riprodotti.

Segue il testo della sentenza:


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L’ultima parola della Cassazione su “Le Jene” ed il test antidroga ai Parlamentari

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la sentenza, che si offre ai lettori di ABCDiritto, si conclude la vicenda legata alla trasmissione televisiva Le Jene ed ai test di positività alla droga compiuti su alcuni Parlamentari italiani.

La Cassazione conferma che in quell’occasione fu superato il diritto di cronaca. Inoltre i dati raccolti non erano relativi a “circostanze o fatti resi noti direttamente dagli interessati” o ricavati dai loro comportamenti in pubblico. I test furono eseguiti su campioni biologici raccolti fraudolentemente con l’inganno e l’istituzione parlamentare fu danneggiata nell’immagine al punto che tutti i Parlamentari potevano considerarsi sospettabili.

Il “diritto di cronaca” e la deroga stabilita in suo favore dal Codice della privacy nulla possono quando il comportamento illecito tenuto dal giornalista abbia violato un diritto alla riservatezza causando un danno o una diminuzione patrimoniale.

Altri articoli relativi alla privacy:

- Indirizzi IP, diritto alla privacy e marketing

- E’possibile che un indirizzo IP riceva protezione dalle norme a tutela della privacy?

- IP, Graffiti e Dati Personali

- Cassazione 46674/2007: Sostituzione di persona attraverso una e-mail

- Anti-violence

- Cassazione 47096/2007: non viola la segretezza dell’e-mail chi è in possesso legittimo della password

- Breve riflessione tra diritto, Computer Forensic(s) e manipolazione dei dati

- Libertà digitale? Tra privacy e violenza…riflessione e spunti sulla difficile linea di confine fra informatica e diritto.

- Canone RAI, Agenzia delle entrate e Garante della privacy

- Caso Peppermint: l’Autorità per la privacy ha chiuso l’istruttoria

- L’Europa, i tre strike e l’uso non commerciale del materiale coperto da copyright

- Cybercrime : le novità della legge 18 marzo 2008 n.48 in tema di criminalità informatica

- Siete infastiditi da telefonate con numero nascosto? ecco un modo per anticipare i tempi della burocrazia e risalire all’identità del chiamante

- Garante Privacy, Agenzia delle Entrate e pubblicazione dell’elenco dei contribuenti

- Privacy, caso Satakunnan Markkinapörssi e Satamedia, depositate le conclusioni dell’Avvocato Kokott


Segue il testo della sentenza: (continua…)


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Mobbing e pubblico impiego

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la pronuncia, che si offre ai lettori di ABCDiritto, il Consiglio di Stato torna ad occuparsi del mobbing nella pubblica amministrazione. Chiarisce che, anche quando gli atti contestati abbiano natura autoritativa ed esprimano delle scelte discrezionali, tecniche ed amministrative, spetta al lavoratore l’onere di provare l’esistenza di un sovraordinato disegno persecutorio alla base di tutti i comportamenti o provvedimenti discriminatori attuati dal datore di lavoro.

Altri articoli sul mobbing:

- Mobbing: Cassazione Sezione Lavoro n. 16148 del 20 luglio 2007

- Demansionamento, mobbing e provvedimenti illegittimi della Pubblica Amministrazione

Segue il testo della pronuncia: (continua…)


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Violenza sessuale con l’uso di sostanze narcotiche

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Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Secondo la Cassazione vi è perfetta compatibilità tra il comportamento dell’anestesista che somministri sostanze narcotiche alle vittime, per poterle svestire, toccare e fotografare, con l’aggravante prevista al primo comma numero 2 dall’articolo 609 ter ossia: “con l`uso di armi o di sostanze alcoliche narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa”.

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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Bollino SIAE e Cassazione n. 13810 del 2 Aprile 2008

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la sentenza, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la terza sezione penale della Cassazione, richiamando la decisione della Corte di Giustizia delle Comunità Europee dell’8 novembre del 2007 nel caso Schwibbert, rilevando la prescrizione del reato a carico dell’imputato che aveva commercializzato CD privi del bollino Siae, ha comunque fornito una linea guida secondo la quale il giudice nazionale è tenuto a disapplicare le regole che impongono l’obbligo di contrassegnare i supporti con il bollino SIAE prima di commercializzarli.

La disapplicazione cesserà quando la SIAE avrà perfezionato la procedura di notifica alla Comunità Europea della regola tecnica adottata dall’Italia sul “bollino” in quanto si tratta un provvedimento che incide sulla circolazione delle merci. Fino ad allora, ferme restando le tutele sul diritto d’autore, sulla contraffazione, sull’illecita riproduzione e sulla distribuzione delle opere dell’ingegno, il giudice nazionale,ex art. 164 del Trattato CE, non potrà applicare quelle norme che puniscono condotte il cui elemento costitutivo è il bollino SIAE.

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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Il dirigente comunale ed i giochini erotici

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la pronuncia, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Corte di Cassazione si è occupata del caso di un dirigente del Comune di Roma. La Corte conferma la ricostruzione del giudice di merito che lo aveva condannato per il reato di violenza sessuale ed al risarcimento del danno morale e patrimoniale di 10.000 euro.
Il fatto ascritto all’uomo, secondo la Corte, non poteva essere derubricato in molestie dal momento che gli atti compiuti in danno della vittima erano stati così invasivi da aver superato la genericità della molestia e della petulanza. La vittima, infatti, era stata da prima intimidita dal racconto dell’esistenza di una prassi di settore, secondo la quale la richiedente doveva praticare giochini erotici affinché la sua istanza fosse accolta, e successivamente aveva subito diversi atti sessuali.

Altro materiale di interesse:

- Cassazione I Sezione Penale n. 2113 del 15 gennaio 2008: pedinare in auto l’ex moglie integra molestia o disturbo alle persone
-Cassazione n. 12425 / 2007 : cercare di riconquistare la propria ex con un bacio può costituire violenza sessuale…
-Trascrizione del Convegno “Il DNA e la prova penale profili scientifici e giuridici” del 22 gennaio 2008

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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