Fisco a 360 gradi sui conti correnti professionali

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Secondo la Cassazione su tutte le somme che confluiscono sul conto bancario del professionista opera la presunzione secondo la quale vanno imputate all’attività svolta. A seguito di un controllo fiscale, dunque, il fisco non dovrà far altro che dimostrare i dati raccolti poiché spetta al contribuente l’onere di vincere la presunzione dimostrando analiticamente la diversa provenienza.

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La multa contestata a voce e recapitata a casa

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

La Cassazione conferma la legittimità delle multe contestate a voce e successivamente recapitate al domicilio dell’automobilista. La contestazione verbale non comprime il diritto di difesa del conducente poiché vi è la possibilità di esprimere le proprie osservazioni. L’accertamento delle violazioni al codice della strada si sviluppa in tre momenti quello della contestazione, della verbalizzazione e della consegna della copia del verbale. La verbalizzazione però può avvenire in un momento successivo purché il verbale indichi la causa che ha ritardato la consegna.


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La Cannabis ed il fatto di lieve entità

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la sentenza, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Cassazione precisa come grazie al moltiplicatore variabile della dose media singola, che attribuisce una diversa qualità agli stupefacenti, superato l’orientamento della maggiore o minore “purezza” della sostanza, vi è uno spazio per concedere l’attenuante del fatto di lieve entità per chi spaccia la cannabis ed i suoi derivati.

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L’imposta di registro, la nozione di area edificabile ed il Decreto Bersani

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la sentenza n. 14507 del 30 maggio 2008, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la sezione tributaria della Cassazione, in materia di imposta di registro, ha richiamato la nozione legale di area edificabile contenuta nel Decreto Bersani. Un terreno è dunque edificabile se è utilizzabile a tale scopo in base al piano regolatore generale adottato dal comune.

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Gratuito patrocinio e reddito

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la pronuncia, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Corte di Cassazione ha chiarito che per la determinazione del reddito, ai fini dell’accesso al gratuito patrocinio, deve farsi riferimento all’imponibile per la dichiarazione dei redditi. Vanno quindi ricomprese anche le voci non assoggettabili a imposta ma indicative delle condizioni personali, familiari e del tenore di vita.

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L’affidamento dei figli al Comune

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la sentenza, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Cassazione, nel rigettare il ricorso di un genitore contro il provvedimento di affidamento, conferma che quando i figli sono ostaggio dei ricatti e dei rancori tra gli ex coniugi l’affidamento passa all’ente locale di residenza, ossia al Comune.

Segue il testo della pronuncia: Leggi il seguito…


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La minima capacità di accoglienza del nucleo familiare di destinazione

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

In tema di ricongiungimento familiare dello straniero la Cassazione chiarisce che l’unica condizioni per l’ingresso del familiare in Italia è la “minima capacità di accoglienza del nucleo familiare di destinazione”. Questa capacità deve intendersi sia come reddito minimo che come possesso di una abitazione.

Segue il testo dell’ordinanza:


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Abusivo esercizio di una professione, danni patrimoniali e morali

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

La recente pronuncia, n. 22144 del 3 giugno 2008 della Cassazione, conferma la legittimità della costituzione di parte civile degli Ordini professionali per ottenere i danni patrimoniali e morali.

Il danno patrimoniale è costituito dalla concorrenza sleale che i non iscritti svolgono contro gli iscritti alle associazioni di categoria. La Corte, però, conferma l’orientamento pregresso, II Sezione Penale n. 11078 del 28 ottobre 2000, secondo il quale la costituzione non può avvenire se il solo scopo è tutelare gli interessi morali della categoria.

La sentenza offre lo spunto per analizzare, in breve, l’articolo 348 del Codice Penale che punisce “l’Abusivo esercizio di una professione”.

Cosa dice la norma?

“Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da euro 103 a euro 516.”

L’oggetto della tutela?

E’ costituito direttamente dall’interesse pubblico a garantire uno standard di competenze attraverso il vincolo d’accesso, mediante una speciale abilitazione, a tutte quelle professioni caratterizzate da elevate competenze tecniche. Indirettamente sono, però, tutelati anche i professionisti e gli Ordini.

L’autore del reato?

Il reato può essere commesso da tutti coloro che o non sono provvisti dei requisiti necessari per esercitare la professione oppure siano stati colpiti da sanzioni disciplinari o altre pene. Occorre la consapevolezza dell’abusivo esercizio, ossia, la coscienza e volontà di compiere un atto professionale.

La condotta?


La condotta è integrata anche dal compimento di una prestazione isolata purché si tratti di un atto riservato ad una professione protetta ossia che poteva essere compiuto solo dal professionista abilitato (avvocato, medico, ragioniere, commercialista, architetto ecc.). Diversamente, nel caso di atti liberi, ma con caratteri riconducibili ad una professione, il delitto è integrato qualora vi sia abitualità della condotta.

Segue il testo della sentenza:

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L’ultima parola della Cassazione su “Le Jene” ed il test antidroga ai Parlamentari

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la sentenza, che si offre ai lettori di ABCDiritto, si conclude la vicenda legata alla trasmissione televisiva Le Jene ed ai test di positività alla droga compiuti su alcuni Parlamentari italiani.

La Cassazione conferma che in quell’occasione fu superato il diritto di cronaca. Inoltre i dati raccolti non erano relativi a “circostanze o fatti resi noti direttamente dagli interessati” o ricavati dai loro comportamenti in pubblico. I test furono eseguiti su campioni biologici raccolti fraudolentemente con l’inganno e l’istituzione parlamentare fu danneggiata nell’immagine al punto che tutti i Parlamentari potevano considerarsi sospettabili.

Il “diritto di cronaca” e la deroga stabilita in suo favore dal Codice della privacy nulla possono quando il comportamento illecito tenuto dal giornalista abbia violato un diritto alla riservatezza causando un danno o una diminuzione patrimoniale.

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Il tentato suicidio del militare non da luogo a sanzione disciplinare

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Ricostruiamo brevemente la vicenda giuridica: un finanziere nel 2002 aveva proposto due ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio per l’annullamento di due determinazioni del Comando generale della Guardia di Finanza. Con la prima il militare era stato sospeso precauzionalmente dal servizio e con la seconda il Comando aveva disposto, nei suoi confronti, la perdita del grado per rimozione con la messa a disposizione del Distretto militare come soldato semplice.

I provvedimenti del Comando generale traevano origine sia dall’episodio del tentato suicidio del finanziere, che in precedenza era già stato posto in aspettativa per  ”disturbo dell’adattamento in bevitore problematico”, sia dalla condanna inflittagli, per quello stesso episodio, dal Giudice presso il Tribunale militare di Torino per il reato di distruzione aggravata di oggetti di armamento militare.

All’esito del procedimento disciplinare, il Comando aveva concluso che vi era stata “violazione del giuramento” poiché il comportamento tenuto dal finanziere era contrario ai doveri a cui è tenuto chi esercita una pubblica funzione ed era dannoso agli interessi stessi della Pubblica amministrazione concretizzabili nel dovere di correttezza, di equilibrio, nel rigore e solidità morale degli appartenenti al Corpo che trasmettono, così,  fiducia nelle istituzioni alla società.


Il TAR, riuniti i ricorsi, li rigetta dichiarando condivisibili gli assunti del provvedimento disciplinare e sottolineando come la gravità della condotta, unità alle dichiarazioni rese dallo stesso finanziere, denotavano carenze caratteriali e la mancanza di attitudine a una vita organizzata quale è quella che si svolge nell’istituzione militare, con conseguente impossibilità per il soggetto agente di permanervi.

Il Consiglio di Stato, invece, premettendo che il tentativo di suicidio è sempre stato condannato a livello morale ma mai punito dalla legge, ribadisce come, nella condotta tenuta dal finanziere, non possa parlarsi di “tentativo” in quanto la volontà di suicidarsi è venuta meno non perdurando fino all’ultimo istante.

Al di là del termine usato, però, il provvedimento disciplinare è affetto dai vizi di eccesso di potere per macroscopica illogicità, ingiustizia e sproporzionalità poiché la circostanza su cui doveva e poteva fondarsi era solo l’uso improprio dell’arma, ossia  per ragioni estranee ad esigenze di servizio, ma non l’averla rivolta contro se stesso.

Per il Consiglio di Stato, dunque, il Comando ha attribuito rilievo a circostanze estranee che hanno determinato una sproporzionata sanzione.

Segue il testo del provvedimento: Leggi il seguito…


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