Archivio per categoria: 'giurisprudenza'

Pensione privilegiata e causa di servizio

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la sentenza 323/2008, la Corte Costituzionale, nel dichiarare l’incostituzionalità dell’articolo 169 del DPR 29 dicembre 1973 n. 1092 (Testo Unico sul trattamento di quiescenza) nella parte in cui prevede obbligatoriamente la decadenza dell’istanza di riconoscimento della pensione privilegiata per causa di servizio nei cinque anni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro, apre alle malattie con decorso lungo e latente. In questi casi, secondo la Corte, i cinque anni devono decorrere dalla manifestazione della malattia ed il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio, per i dipendenti civili e militari dello Stato, dovrà basarsi su evidenti ragioni di servizio.

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L’immediatezza della contestazione e l’arresto del veicolo

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

In tema di multe, la Cassazione, con la sentenza 22364 del 5 settembre, torna sul concetto di immediatezza della contestazione, ex articolo 200 del Codice della strada, per chiarire che esso non impone che i verbalizzanti procedano anche all’arresto repentino del veicolo, ossia l’interruzione della marcia dello stesso, essendo sufficiente il permanere di quella “ragionevole continuità temporale e spaziale” rispetto al tempo della violazione dell’infrazione. Nel caso di specie il conducente di un trattore stradale, ossia di un mezzo adibito al traino di rimorchi o semirimorchi, si era visto contestare l’infrazione stradale chilometri dopo il luogo in cui gli agenti lo avevano avvistato.
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La targa dello studio professionale e la tassa sulla pubblicità

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

In tema di targhe degli studi professionali, la Cassazione 22572/2008, ha chiarito che l’imposta sulla pubblicità è comunque dovuta se la targa si trova esposta in luogo aperto al pubblico.

Per la precisione, il caso sottoposto all’attenzione della Cassazione riguardava una vicenda risalente al 1998 che vedeva contrapposte  le ragioni del Comune di Trento a quelle di uno Studio Professionale locale. La novella del 2002, tra le altre, all’art. 17 del D.Lgs. n. 507 del 1993 prevede attualmente l’esenzione per le “insegne di esercizio”.

Segue il testo della sentenza:
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Acquisto della prima casa e superficie utile

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Secondo l’interpretazione fornita dalla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, nella sentenza 44/3/08, in tema di agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa, per considerare una abitazione di lusso e, quindi, applicare correttamente il limite dei 240 metri quadrati,come previsto dal DM 2 Agosto 1969, se è pacifico che debbano andare escluse dalla superficie utile le zone esterne, come balconi, terrazze ecc., vi rientrerebbero quelle di diretta appartenenza come i muri perimetrali, i tramezzi e la zona camino. Secondo la Commissione questa interpretazione trova una sua ragione dal momento che il legislatore, nell’inquadrare la superficie utile, non avrebbe seguito il criterio della calpestabilità.


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La nascita del supercondominio

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la sentenza n. 2305/2008, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Cassazione torna a chiarire come un complesso residenziale rientri nella nozione di supercondominio, non per la manifestazione di volontà dell’originario costruttore e neppure per la volontà dei proprietari delle unità immobiliari, ma semplicemente di diritto. Il supercondominio nasce nell’esatto momento in cui l’unico proprietario di quell’edificio venda le sue parti, così frazionando in più porzioni autonome l’intera sua proprietà esclusiva. Da quel momento le porzioni autonome, anche se separate, continueranno a conservare un suolo comune, gli impianti, i servizi comuni e iniziaranno a sorgere gli obblighi, come quello della nomina di un amministratore, in capo ai singoli condomini.
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Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Secondo la Prima Sezione Penale della Cassazione, ad integrare il reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone è sufficiente “utilizzare un pub per trasmettere musica, anche dal vivo, con impianti di diffusione ad alto volume in piena notte collocati all’esterno del locale”.

Vediamo da vicino l’articolo 659 del Codice Penale:

“Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a € 309.

Si applica l’ammenda da euro 103 a euro 516 a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’Autorità.”

Leggendo con attenzione la norma, si può notare come vi siano due distinti titoli di reato. Da una parte abbiamo la condotta di arrecar disturbo al riposo ed alle occupazioni e dall’altra l’esercizio di un mestiere rumoroso, contrario a norme od a provvedimenti.

La sentenza in commento si occupa del primo caso e, rispetto ad esso, i giudici hanno ritenuto concreto il pericolo superando la stretta rilevanza delle proteste del vicinato, della presenza di criteri quali la media sensibilità e tollerabilità, nonché degli accertamenti sulla base dei parametri fissati dalle disposizioni a protezione dall’inquinamento acustico e delle soglie espresse in decibel.

In buona sostanza, contrariamente a quell’orientamento secondo il quale è sempre necessario un rigoroso accertamento tecnico, i giudici hanno ritenuto sufficienti elementi altri elementi probatori.

Per quanto riguarda l’elemento psicologico di questo reato, non è configurabile la colpa e per il dolo non serve l’intenzione di recare disturbo, ma è sufficiente la volontà di attuare quella determinata condotta.

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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Interruzione della gravidanza e periodo di comporto

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

In tema di interruzione della gravidanza, il ministero chiarisce che, essendo considerata come malattia, tale periodo non ha effetto, o meglio non influisce, sulla durata del periodo di comporto. Analogamente anche l’aborto va equiparato ad una malattia determinata dalla gravidanza e non potranno essere cumulati i giorni di assistenza sanitaria nel comporto. Per provare la malattia, salvo eccezioni, sarà sufficiente presentare il certificato rilasciato dal medico di base.

Segue il testo dell’interpello: (continua…)


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Sondaggi ed informativa sulla privacy

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Il Garante ha multato una società che ha svolto attività di sondaggi di opinione, nello specifico per conto di un amministrazione comunale desiderosa di valutare la soddisfazione dei residenti nel Comune, poiché nell’informativa non vi era menzione della finalità del trattamento dei dati raccolti. E’ stata quindi contestata la violazione dell’articolo 13, comma 1 lettera a).

Vi rammento che nell’informativa devono sempre essere indicate: le finalità del trattamento; le modalità; le conseguenze del mancato consenso; i soggetti ai quali i dati raccolti potranno essere comunicati; i soggetti responsabili o incaricati; il tipo di diffusione dei dati; quali diritti spettano all’interessato; i dati, i nominati ed i recapiti, del titolare, dei responsabili o incaricati del trattamento.

Anticipo che sto lavorando, tempo permettendo, ad un articolo dedicato al mondo dei blog, nello specifico al problema della raccolta di informazioni attraverso i commenti.

Segue il testo del provvedimento:


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La privacy nel concorso pubblico

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Secondo il Tar Lazio, sentenza 6450 dell’8 luglio 2008, i candidati che partecipano ad un concorso pubblico sono titolari di un interesse qualificato e differenziato alla regolarità della procedura. Per questa ragione non esisterebbero più posizioni di riservatezza (leggi privacy) e , attraverso la richiesta di accesso agli atti e documenti amministrativi, i candidati possono visionare anche gli elaborati degli altri partecipanti senza che l’amministrazione si trinceri dietro questioni di privacy o richieste preventive di assenso da parte degli autori degli scritti quali controinteressati.

Sul punto della privacy, il Tar è molto netto, però qualche dubbio potrebbe essere sollevato dal momento che, così ragionando, sussisterebbero dei margini per un accesso diretto ed indiscriminato a dati di cui potrebbe astrattamente sussistere un apprezzabile diritto ad opporvisi. Anche sulla questione della comunicazione mi permetto di dissentire. La posizione del controinteressato è pienamente riconosciuta in punto di diritto e nel caso l’accesso produca un danno a risponderne sarebbe la Pubblica Amministrazione.

Segue il testo della sentenza:

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Le liberalità del suocero fanno lievitare l’assegno divorzile

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Secondo la Cassazione, va confermata l’interpretazione della Corte d’appello, per la quale l’importo dell’assegno divorzile può essere determinato anche sulla base di elargizioni regolarmente e continuativamente erogate dal suocero al marito durante il matrimonio.

Il ricorrente sosteneva, al contrario, che il “tetto massimo” a cui potesse essere commisurato l’assegno era costituito dalle sole potenzialità economiche dei coniugi non potendovi rientrare le liberalità di quanti erano estranei al nucleo familiare.

La Cassazione, invece, chiarisce come tali liberalità abbiano determinato il divario tra tenore di vita attuale e pregresso poiché “presentavano un carattere particolare” in quanto ricollegabili alla collaborazione del marito nell’azienda florida del padre: “la sentenza [...] evidenzia l’elevatezza del tenore di vita non solo goduto [...] ma potenzialmente godibile in ragione [...] dell’acquisizione di una posizione di vertice nell’ambito dell’azienda paterna”.

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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