Archivio per categoria: 'giurisprudenza'

Cassazione: avances e violenza privata

Avv. Hermans Joseph IEZZONI

Secondo la Quinta Sezione Penale della Cassazione, integra il reato di violenza privata, ed è dunque applicabile l’articolo 610 del Codice Penale, il comportamento del Direttore di una Asl che abusi del proprio ruolo per costringere le colleghe o le altre dipendenti, che rifiutano le sue continue “richieste indecenti, lusinghe e minacce”, in uno stato di vera e propria soggezione fisica e psicologica grazie a persecuzioni successive al rifiuto verso le avances sessuali.
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cittadinanza negata allo straniero che riceveva telefonate da simpatizzanti terroristi

Avv. Hermans Joseph IEZZONI

Il Consiglio di Stato ha ritenuto fondato il ricorso del Ministero dell’Interno contro la pronuncia del TAR Lazio. Quest’ultimo aveva annullato il provvedimento di diniego della cittadinanza italiana ad uno straniero che, “pur in possesso di una fedina penale pulita”, era stato oggetto dieci anni prima di un’inchiesta di polizia dalla quale era emerso il suo contatto con cittadini mediorientali “simpatizzanti del gruppo armato G.I.A”. La stessa Questura di Bologna era stata dell’avviso che “potevano nutrirsi dubbi sull’affidabilità democratica e sui sentimenti di italianità”, così, visto anche il tenore della legge 91/1992, per il Consiglio di Stato, rientra tra le preclusioni all’acquisto della cittadinanza anche “l’ipotesi in cui vi siano ragionevoli e comprovati elementi tali da indurre a ritenere che il richiedente abbia contatti con appartenenti ad organizzazioni estremistiche” senza che l’Amministrazione debba “esporre le specifiche circostanze che abbiano indotto a siffatta valutazione”.

Segue il testo della pronuncia:
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la marijuana e le informazioni on-line per la coltivazione

Avv. Hermans Joseph IEZZONI

Con la sentenza, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Quarta Sezione Penale della Cassazione richiamandosi alla sentenza 22911/2004, ha condiviso il principio secondo il quale si configura il reato di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, di cui all’art. 82 D.P.R. 309/1990 (“Istigazione, proselitismo e induzione al reato di persona minore “), anche nell’ipotesi in cui si pubblicizzi on-line, sul sito destinato alla vendita delle materie prime e degli strumenti necessari per la coltivazione, “dettagliate informazioni circa le modalità di coltivazione dei semi di canapa indiana, al fine di far sì che si ottengano piante idonee a soddisfare la richiesta di stupefacente, nonché circa i mezzi strumentali idonei alla coltivazione ottimale dei semi in parola”.

Segue il testo della sentenza
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L’incertezza su un assegno non incassato e la promessa di pagamento

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Nel caso di un assegno non incassato di cui permangano incertezze sulla data di emissione e sulla matrice non può attribuirsi il valore di promessa di pagamento valida ex articolo 1988 del Codice civile.

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dipendenti del concessionario della gestione parcheggi a pagamento e limiti del potere di accertamento delle violazioni

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno condiviso la tesi secondo la quale i poteri di accertamento, in capo ai dipendenti del concessionario della gestione parcheggi a pagamento, sono limitati alla contestazione delle violazioni commesse nelle aree contrassegnate con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale..

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Per la Cassazione i forum ed i blog non sono la stampa

Avv. Hermans Joseph IEZZONI

Ieri , 10 marzo 2009, è stata finalmente depositata la sentenza n. 10535 della Terza Sezione Penale di Cassazione pronunciata l’11 dicembre 2008, che vi riporto in integrale, con la quale è stato rigettato il ricorso proposto dalla Aduc – Associazione per i diritti degli utenti e consumatori.

Sul merito della questione vi invito a leggere quanto scritto QUI.

Segue il testo della sentenza.
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Tre giorni in più di ferie

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

La Cassazione, nella sentenza 9816/2008, ha chiarito che, in mancanza della prova decisiva sull’esistenza di un uso aziendale, tale da favorire i lavoratori ad assentarsi alcuni giorni in più rispetto al periodo feriale concordato con il datore, è legittimo il licenziamento di chi sia assente dal posto di lavoro senza giustificato motivo.

Occorre ricordare come il potere di gestire le ferie spetti, in realtà, al datore di lavoro, poiché il lavoratore può indicare un arco temporale entro il quale vorrebbe usufruirne ma questo deve risultare compatibile con le esigenze organizzative e produttive dell’impresa.

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Diritto al risarcimento per i bollini SIAE

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Grazie alla segnalazione di Enrica, apprendo dall’Espresso di oggi, notizia riportata anche dal blog di Stefano Quintarelli, dell’esistenza di una sentenza, forse del Tribunale Civile di Roma ma non sono riportati neppure gli estremi, che ha riconosciuto il diritto al rimborso in favore delle Edizioni Master per i bollini SIAE pagati dal 2004 a oggi.

Non ho sotto mano la sentenza e neppure gli estremi, quindi ho pochissimi elementi per ricostruire il percorso compiuto dal Giudice per giungere a conclusioni favorevoli per l’editore di Rende. Da quel poco che riferisce l’articolista dell’Espresso, deduco che il clima di fondo è ancora una volta la decisione della Corte di Giustizia delle Comunità Europee dell’8 novembre del 2007 nel caso Schwibbert. Questa aveva invitato il giudice nazionale italiano a disapplicare tutte le regole che impongono l’obbligo di contrassegnare i supporti con il bollino SIAE prima di commercializzarli.

Del bollino mi ero già occupato segnalandovi il contrasto interpretativo della Cassazione sulla valenza penale del contrassegno nei reati a danno del diritto d’autore. Vi invito a leggere questi post:

1) Bollino SIAE e Cassazione n. 13810 del 2 Aprile 2008;

2) Ancora sul bollino SIAE;

Il precedente, di cui purtroppo sommariamente riporto la notizia, costituirebbe, invece, un caso di applicazione dei principi enunciati dalla Corte di Giustizia ai soli fini patrimoniali, ossia per il rimborso di quanto versato a ragione dei bollini.

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Ancora sull’uso aziendale

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Il fenomeno, che va sotto il nome di uso aziendale è, in realtà una specificazione della più ampia nozione di prassi, o uso, che individua quel complesso di comportamenti osservati dagli operatori in un determinato sistema morale, legale, ecc.

In azienda, possiamo parlare di uso, ogni qualvolta siamo in presenza della diffusione, con una continuità, a favore di una categoria, di un gruppo o di un settore di lavoratori di benefici che non sarebbero dovuti ma che dipendono dalla sola spontaneità del datore di lavoro. La Cassazione, con la recente sentenza 18991/2008 torna a ribadire come non sia la semplice ripetizione del comportamento favorevole a far scaturire l’obbligo di carattere unilaterale, ma quella precisa volontà di estendere i benefici spazialmente e temporalmente ai futuri aspetti del rapporto di lavoro.

Per maggiori approfondimenti invito gli interessati a recuperare l’articolo, dal titolo “TFR, premio di fedeltà ed uso aziendale”, che scrissi per la gloriosa rivista giuridica Il Diritto del lavoro [ISSN: 0012-3404].

Dovrete, però, armarvi di pazienza, gli studenti possono curiosare nella biblioteca d’istituto e quanti si trovino a Roma lo troveranno facilmente anche nelle biblioteche parlamentari, poiché la rivista nata nel 1926, come recitava la pagina web che ora non c’è più, nonostante fosse la più antica d’Italia, ha chiuso definitivamente il proprio ciclo vitale.

Scusate questa parentesi, ma certi ricordi mettono tristezza, soprattutto constatare come persino il nome a dominio intestato alla rivista sia ufficialmente in vendita e chi frequenta il web sa a quanto ammonti il costo medio annuale per mantenerne uno con qualche pagina di testo.

Non mi resta che esprimere il mio disappunto su come sia stato semplice dare la colpa a internet del declino de Il Diritto del lavoro (leggete l’articolo dato 25 aprile 2007 sulle pagine del Corriere della Sera) nascondendo invece tra le macerie la volontà di quanti decisero di concludere quella gloriosa esperienza ostacolando il ricambio di firme con la pubblicazione di nuovi articoli, disertandola e non partecipando neppure agli incontri settimanali in via Gramsci.

Segue il testo della sentenza:
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Il black out elettrico e la compentenza del giudice amministrativo

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

La Cassazione si è pronunciata, sui ricorsi per ottenere il ristoro dai danni subiti in occasione del black out elettrico che colpì l’Italia i giorni 27 e 28 settembre 2003, annullandoli e così  negando la competenza del giudice ordinario, nello specifico dei Giudici di Pace, in favore di quella del giudice amministrativo, poiché, giustamente, si tratta di controversie che hanno ad oggetto servizi pubblici e sulle quali può pronunciarsi, anche per il ristoro dei danni, quest’ultimo.

Segue il testo della sentenza:
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