E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 2008, il Comunicato dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture.
L’Agenzia delle Entrate risponde negativamente all’interpello di un contribuente in merito alla cumulabilità delle detrazioni previste sull’acquisto dei pannelli fotovoltaici con gli incentivi per la promozione dell’energia elettrica da fonti rinnovabili. Le norme perseguono finalità diverse. L’una, a fondo perduto, per favorire la realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia da fonte rinnovabile. L’altra per favorire il contenimento dei consumi.
La Quarta Sezione del Consiglio di Stato conferma l’orientamento secondo cui per assegnare una concessione edilizia in variante l’edificazione della zona è sempre soggetta sia al rispetto del rapporto superficie – cubatura che dei limiti stabiliti dalla legge e dagli strumenti urbanistici. Tra questi limiti rientrano anche quelli espressi negli indici di fabbricabilità. Per questa ragione le costruzioni parzialmente edificate, senza titolo e poi sanate, continuano a vedersi applicati i limiti non solo sulla residua volumetria ma anche su quella insistente sull’intera area che, in base allo specifico indice di fabbricabilità applicabile, sarà necessaria per realizzare la volumetria sviluppata e fino ad esaurimento di quella consentita.
L’Agenzia delle Entrate risponde al”interpello che sono detraibili, ex articolo 15 comma 1 bis del TUIR, le erogazioni liberali elargite ai partiti indipendentemente dalla struttura organizzativa adottata a livello nazionale o regionale.
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Segue il testo del provvedimento: (continua…)
L’apparentia iuris, o apparenza del diritto, è un principio che tutela la buona fede ed il ragionevole affidamento dei terzi che un determinato fatto, poiché appare in un certo modo, esista effettivamente, sul piano del diritto, così come si è manifestato.
L’apparenza è dunque una situazione particolare di incertezza nella quale giunge l’intervento dell’ordinamento per equiparare ciò che non è a quello che è, ossia, per consentire ad un fatto che appare governato di un diritto di produrre gli identici effetti propri di un fatto giustificato dal un diritto. (continua…)
E’ sorto un contrasto giurisprudenziale attorno ai punteggi da attribuire nelle graduatorie per quei docenti che hanno svolto un corso di perfezionamento di 60 crediti e 1500 ore. Il contrasto riguarda la locuzione usata nella tabella di valutazione dei titoli, del Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione numero 27 del 15 marzo 2007 , ossia:
“C.7 Per ogni Diploma di perfezionamento,Master universitario di I e II livello di durata annuale, (corrispondenti a 1500 ore e 60 crediti) con esame finale, coerente con gli insegnamenti ai quali si riferisce la graduatoria, (10) (11) (fino ad un massimo di tre sono attribuiti 3 punti”
Nella realtà, però, all’esito di questi corsi di perfezionamento si consegue il Master e non il Diploma. La differenza della locuzione è la causa che ha dato origine a due interpretazioni in senso opposto della stessa sezione del Consiglio di Stato: (continua…)
La recente sentenza 16426/2008 della Cassazione, che si è occupata di un caso di ingiuria attraverso la posta elettronica, fornisce lo spunto per analizzare da vicino l’articolo 594 del Codice Penale che recita:
Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 516.
Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa.
La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a euro 1.032 se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato.
Le pene sono aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone.
Cosa deve intendersi per onore e reputazione?(continua…)
E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto che da il via alle misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza rifiuti nella Campania.
Non appare però condivisibile la scelta di curare un’emergenza con attività “anche in deroga a specifiche disposizionilegislativeeregolamentariinmateriaambientale, paesaggistico-territoriale,di pianificazione del territorio e della difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria”, che, seppure facendo luogo alle misure indispensabili alla tutela della salute e dell’ambiente, potrebbero in futuro costituire causa di altre emergenze.
Vengono confermati come siti di smaltimento i seguenti comuni:
Sant’Arcangelo Trimonte (BN) – località Nocecchie;SavignanoIrpino (AV) – località Postarza; Serre (SA) – località Macchia Soprana; nonchè presso i seguenti comuni: Andretta (AV) – località Pero Spaccone (Formicoso); Terzigno (NA) – località Pozzelleelocalità Cava Vitiello; Napoli località Chiaiano (Cava delPoligono-Cupadel cane); Caserta – località Torrione (Cava Mastroianni);SantaMariaLaFossa(CE) – località Ferrandelle;Serre (SA) – località Valle della Masseria.
Il criterio del riparto, come ridisegnato dagli interventi del legislatore e della giurisprudenza, consente in linea di massima di assegnare al giudice amministrativo la quasi totalità delle controversie che ruotano attorno alle procedure concorsuali per l’accesso all’impiego alle dipendenze della pubblica amministrazione.
In assenza di un conforto legislativo e a causa di tesi contrastanti si erano formate zone d’ombra attorno a quelle assunzioni che riguardavano la progressione di carriera ossia di quanti, al momento del concorso, risultassero già alle dipendenze della pubblica amministrazione.
Le Sezioni Unite della Cassazione, con la pronuncia 15403/2003, sono intervenute stabilendo il principio che la competenza spetta al giudice amministrativo su tutte le controversie relative non solo ai concorsi esterni ma anche a quelli misti ed interni. Per questi ultimi, però, con la precisazione che deve trattarsi di concorsi che permettano l’accesso ad una categoria o ad un’area contrattualmente diversa altrimenti la competenza appartiene al giudice ordinario.
Il Consiglio di Stato, in Adunanza Plenaria, interveniva (continua…)
“Il pacchetto di norme in materia di sicurezza, su proposta dei Ministri dell’interno, Maroni e della giustizia, Alfano, prevede i seguenti interventi normativi:
- un decreto-legge ed un disegno di legge (vedi allegato).
- tre schemi di decreti legislativi che intervengono su norme di recepimento di direttive comunitarie sui seguenti aspetti:
- viene, modificata la disciplina relativa al diritto al ricongiungimento familiare per i cittadini extracomunitaricon la previsione che il coniuge del quale si chiede il ricongiungimento non debba essere separato e debba avere più di diciotto anni. Sono inoltre previsti requisiti più stringenti per considerare a carico del cittadino extracomunitario il figlio maggiorenne ed il genitore. In mancanza di documentazione rilasciata dall’autorità competente circa il possesso dello stato che da diritto al ricongiungimento è concessa all’interessato la facoltà di provare tale qualità in base all’esame del DNA.
- In materia di soggiorno dei cittadini comunitari vengono imposte le iscrizioni anagrafiche e stabiliti criteri aggiuntivi per le valutazioni da porre a base dei provvedimenti di allontanamento dei cittadini comunitari per motivi imperativi di pubblica sicurezza, tra i quali quelli attinenti alla moralità pubblica ed al buon costume.
- quanto alle procedure applicate per il riconoscimento dellaqualifica di rifugiato viene previsto che il prefetto stabilisca un’area geografica in cui possa circolare chi richiede la protezione internazionale; se lo straniero già destinatario di un provvedimento di espulsione presenta domanda di protezione internazionale, resta trattenuto nei centri di permanenza temporanea.
Il pacchetto è completato da una dichiarazione di stato d’emergenza che consentirà di fare fronte con rapidità alla situazione di estrema criticità che si è determinata in Campania, in Lombardia e nel Lazio per la presenza di numerosi cittadini extracomunitari irregolari e nomadi stabilmente insediati in talune aree.”
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