La Cassazione ed il caso Calipari

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la sentenza, che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Cassazione, confermando l’improcedibilità nei confronti del militare USA per l’omicidio ed il tentato omicidio di Nicola Calipari e Andrea Carpani (funzionari del SISMI che avevano liberato la giornalista Giuliana Sgrena) in territorio iracheno, ha precisato che l’immunità è funzionale e può essere superata solo dimostrando gravi violazioni del diritto internazionale umanitario (crimini contro l’umanità o crimini di guerra).

Segue il testo della sentenza:
(continua…)


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Limiti alla difficoltà dei test preselettivi nei concorsi pubblici

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Il Consiglio di Stato ha chiarito che sono illegittimi i test, delle prove preselettive, con grado di complessità tale da anticipare il risultato del concorso pubblico, ossia che risultino predisposti nell’ottica di individuare i vincitori finali del concorso.

Segue il testo della pronuncia: (continua…)


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Cassazione Prima Sezione Penale 31465 del 29 luglio 2008

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

L’ultimo atto, della vicenda giudiziaria sulla Signora Anna Maria Franzoni, si rivela come tassello complesso. Non tanto perché la sentenza, dichiarando infondate le questioni di legittimità e rigettando il ricorso di ben 43 motivi, finisce per confermare il teorema secondo il quale l’imputata era preoccupata della normalità fisico-psichica del figlio… ma per la ragione che il “Delitto di Cogne” è diventato storia processuale di questo paese superando il dualismo reo-vittima a consumo della spettacolarizzazione delle sue fasi salienti.

Web, televisione, carta stampata… libri, fotografie ed esperti hanno dialogato cercando indizi di colpa ed innocenza. Tutto è passato sotto la lente di ingrandimento dell’opinione pubblica al punto che, ma forse è il caldo a farmi di questi scherzi, mi sembra quasi di leggere fra le righe della sentenza che è stata proprio questa scelta “mediatica” ad aver rappresentato, si un allargamento delle potenzialità difensive, ma anche la mossa a sorpresa perché si sono battute tutte le possibili alternative giudicandole alla fine talmente implausibili da non poter che scegliere l’unica realistica… ecco come si spiega dunque la condanna con l’applicazione del precetto “il giudice pronuncia la sentenza di condanna se l’imputato risulta colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio”. L’alternativa possibile è stata la scelta obbligata fra quelle impossibili, o meglio troppo astratte ed inverosimili rispetto agli indizi di partenza.

Leggendo si può notare come la Cassazione, a causa dell’anomalia del “Delitto di Cogne”, ossia di quell’insolita attenzione mediatica, cambi interlocutore rivolgendosi non tanto e non solo a chi il ricorso lo ha promosso (la Signora Franzoni coadiuvata dai suoi legali) ma anche all’opinione pubblica “cui il prodotto giurisdizionale è, in ultima analisi, destinato”. Spiegando che le motivazioni di una condanna stanno tutte nel giudizio di merito e non in quello “proprio della corte di cassazione, che non può procedere ad un terzo grado di giudizio “pieno” né ad una rivalutazione, delle prove, ma deve circoscrivere il proprio sindacato in materia alla completezza, logicità e coerenza delle valutazioni al riguardo compiute dai giudici di primo e secondo grado nonché dell’apparato motivazionale con cui quelle valutazioni sono state giustificate, senza potersi ad essi sostituire.

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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Superstiti iscritti al conservatorio e pensione di reversibilità

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la circolare 76 del 21 luglio 2008, la Direzione centrale dell’INPS, ha precisato che i Conservatori sono equiparati ai corsi universitari ed i superstiti ad essi iscritti continueranno a godere della pensione di reversibilità fino al compimento del 26° anno di età od al conseguimento della laurea non seguito dalla iscrizione ad un corso di perfezionamento ovvero ad altro corso di laurea.

Segue il testo della circolare: (continua…)


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Le nuove tabelle sulle malattie professionali

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Sono state pubblicate, nella Gazzetta Ufficiale del 21 luglio 2008, in allegato al  Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 9 aprile 2008, le nuove tabelle delle malattie professionali nell’industria e nell’agricoltura.

Le tabelle vengono revisionate periodicamente ed offrono ai lavoratori una presunzione legale di indennizzabilità invertendo l’onore probatorio poiché, contrariamente a quanto avviene per le malattie non tabellate, sarà l’Inail a dover provare che la causa della malattia è estranea alla professione svolta.

Segue il testo del provvedimento:

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Il regime dei minimi ed i compensi sulla cessione del diritto d’autore

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

In sede d’interpello, l’Agenzia delle Entrate, al quesito di un giornalista, se tra i ricavi o compensi di ammontare non superiore a 30.000 euro vadano ricomprese anche le cessioni di diritti d’autore, risponde affermativamente: poiché sono da intendersi complessivamente.

L’Agenzia ha precisato, inoltre, che anche tali operazioni sono soggette all’obbligo di certificazione previsto dalla Finanziaria 2008 ed all’imposta sostitutiva.

Segue il testo della risoluzione: (continua…)


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L’indagato ed i carichi pendenti nel concorso pubblico

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la pronuncia in commento, la Quinta Sezione Penale della Cassazione, ricorda, quella che agli addetti ai lavori parrebbe un’ovvietà ma evidentemente non per i giudici della Corte d’Appello di Brescia, ossia, che vi è diversità non solo lessicale ma anche sostanziale tra la figura dell’indagato e quella dell’imputato.

Il primo, infatti, è il soggetto sottoposto ad indagini la cui posizione, per atto dovuto, è iscritta nel registro generale delle notizie di reato ma che potrebbe non affrontare mai il processo.

Il secondo è la persona a cui, al termine delle indagini, è attribuito il reato e contro la quale si esercita l’azione penale. E’ parte del processo o meglio è il processo perché la sua necessità pare scontata dal momento che non vi può essere un processo senza un imputato.

Indagato ed imputato non sono solo termini diversi ma costituiscono fasi separate e distinte: le indagini preliminari ed il processo.

Nel caso sottoposto all’attenzione della Cassazione, il candidato ad un pubblico concorso si era visto comminare una condanna per falsità ideologica in atto pubblico per aver certificato l’assenza di carichi pendenti poiché ignaro di essere indagato per il reato di minacce.

La Corte, annullando senza rinvio il giudizio di condanna, osserva come il concetto di “procedimento in corso” sia equivoco poiché  “non si comprende se la P.A. richieda un’attestazione circa la pendenza dell’azione penale ovvero se chieda di essere informata circa le semplici iscrizioni”.

Osserva, inoltre, che  non può rispondere di falsità ideologica il candidato che, pur indagato, attesti di non avere procedimenti penali poiché la “pendenza” è collegata all’esercizio dell’azione penale.

Segue il testo della pronuncia: (continua…)


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Stato e Chiesa divise sull’infedeltà prematrimoniale

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

La Cassazione, decidendo a Sezioni Unite, ribadisce l’orientamento secondo il quale non tutte le cause di annullamento del matrimonio ecclesiastico, come le false rappresentazioni della realtà di uno degli sposi, hanno validità in Italia, ma solo quelle oggettive e tassativamente riconducibili a vizi quali: “la minaccia di un male ingiusto e notevole o altra causa esterna che determini un timore di eccezionale gravità e l’errore su qualità personali dell’altro coniuge, riguardante circostanze specifiche”.

All’opposto, sono in contrasto assoluto e non superabile con l’ordinamento pubblico tutte quelle sentenze ecclesiastiche che dichiarino nullo il matrimonio per cause del tutto irrilevanti per i giudici italiani pur se “rispettabili e significative” per la coscienza delle persone comuni.

Aver taciuto sulle “corna” dunque, pur rappresentando nell’ordinamento canonico un dolo incidente sulla formazione della volontà matrimoniale, per il sistema di valori a cui si conforma l’ordinamento civile, non supera quel livello minimo di valore metagiuridico insignificante verso l’esterno.

Per la Cassazione è bene ribadire come il matrimonio non sia annullabile o nullo “per le medesime cause che rendono invalido ogni altro atto di volontà”, per queste ragioni, con una lunga ricostruzione degli istituti coinvolti, rigetta il ricorso di un uomo che aveva ottenuto dal Tribunale ecclesiastico l’annullamento del matrimonio canonico, perché la moglie  aveva negato la relazione con un altro durante il fidanzamento, ma si era visto, poi, respingere la delibazione della sentenza per contrarietà della stessa all’ordine pubblico.

Segue il testo della sentenza:

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I jeans non sono una cintura di castità

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Era il 1999, quando la Terza Sezione Penale della Cassazione dubitò che i jeans potessero facilitare la violenza sessuale considerandoli alla stregua di un indice del consenso della donna. Molti ricorderanno le polemiche che ne seguirono e gli slogan “jeans alibi per lo stupro” di Rita Levi Montalcini Tullia Zevi, Dacia Maraini, Livia Turco, Inge Feltrinelli, Lalla Romano, Franca Rame, Giovanna Melandri, Emma Marcegaglia, Maria Corti e del loro appello:

“La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che offende profondamente la dignità di tutte le donne e vanifica molti anni di battaglia in difesa della condizione femminile. Il giudizio della Suprema Corte rischia di cancellare le elementari conquiste di civiltà giuridica, provocando un grave arretramento nel costume di questo paese. Ci auguriamo che le donne facciano sentire la loro protesta affinché pronunciamenti e atti di questo genere non si ripetano.”

A distanza di anni, la  Cassazione, con la sentenza 30403, sembra voler quasi chiudere il conto con il passato, rispondendo che i jeans non costituiscono di per sé impedimento a compiere una violenza sessuale e non possono essere paragonati ad una cintura di castità.

Segue il testo: (continua…)


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Il fisco e l’ingiusta durata dei processi

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

La Cassazione ribadisce l’orientamento, espresso dalla Corte Europea, secondo il quale non si estende alle controversie fiscali il campo di applicazione dell’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che prevede il diritto ad un processo equo, tranne che non si tratti di reati tributari gravi.

Segue il testo della pronuncia: (continua…)


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