Lo scontrino del TELELASER è prova certa ed univoca

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la pronuncia, che si offre ai lettori di ABCDiritto, il Giudice di Pace di Pordenone ha sostenuto che per contestare un’infrazione al Codice Stradale, tramite l’utilizzo di apparecchiatura TELELASER matricola SN013292, è necessario fornire lo scontrino. Il rilascio della copia di tale documento, seppure non prevista da una norma scritta, costituisce da un lato l’unica prova certa ed univoca di quanto accertato dal TELELASER e dall’altro l’unica certezza sulla commessa violazione.

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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Decreto 242/2007: nasce l’Osservatorio nazionale sulla famiglia

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Messo in cantina il progetto dei DICO il nodo attorno alla “famiglia” riparte timidamente dal Decreto 242/2007, pubblicato il 24 Dicembre 2007, che istituisce “l’Osservatorio nazionale sulla famiglia” con il compito di fornire supporto tecnico-scientifico per le nuove manovre legislative.

Le attività dell’Osservatorio (studio, ricerca, documentazione, promozione e consulenza) ruoteranno principalmente:

1. sugli indicatori socio demografici:

2. sulla struttura, le tipologie familiari, la formazione e la stabilità;

3. sul ruolo ed i compiti genitoriali;

4. sulle problematiche generazionali;

5. sulla valorizzazione della famiglia come risorsa della società;

6. sull’individuazione di modelli e strategie per migliorare il rapporto tra istituzioni, imprese, associazioni e famiglie;

7. sul confronto con le esperienze maturate in altri paesi dell’Unione Europea;

8. sullo studio degli effetti delle manovre di volta in volta adottate.

Segue il testo del provvedimento che entrerà in vigore l’8 gennaio 2007: (continua…)


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Cassazione Sezione Lavoro 26073/2007: giusta causa di licenziamento

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la sentenza che si offre ai lettori di ABCDiritto, la Sezione Lavoro della Cassazione, confermando la giusta causa del licenziamento intimato ad un portiere di un condominio, colpevole di offese, minacce e turpiloquio, sottolinea come non vi é contrasto con la mancata affissione di un codice disciplinare all’interno del condominio. Un tale requisito è imposto solo se le regole sono difficilmente conoscibili od ignote alla generalità dei lavoratori.

Altri articoli sul condominio in ABCDiritto:

Pubblicazioni sul condominio in Riviste:

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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Cassazione SU 46982/2007: delitti contro la fede pubblica ed opposizione all’archiviazione

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la pronuncia, che si offre ai lettori di ABCDiritto, le Sezioni Unite della Cassazione risolvono un contrasto giurisprudenziale in tema di delitti contro la fede pubblica.

Per un primo indirizzo la tutela della fede pubblica riguarda esclusivamente la genuinità e veridicità degli atti o documenti con efficacia pubblica. Da questa lettura restrittiva discende che il privato cittadino non potrà mai assumere la veste di parte offesa ma solo quella di danneggiato dal reato.

 

In contrasto con questa ricostruzione altre pronunce hanno sostenuto come sussista un interesse particolareggiato e concreto accanto alla tutela astratta e generica della fede pubblica. Questo interesse è dimostrato dal rapporto tra l’atto “falso” ed il privato che riceve il danno. Da qui l’estensione della veste di parte offesa anche al danneggiato con diritto di essere avvisato (art. 408 Codice di Procedura Penale) e proporre opposizione alla richiesta di archiviazione del P.M.

 

Le Sezione Unite della Cassazione aderiscono al secondo orientamento sostenendo la contemporanea esistenza di due attitudini offensive dei delitti contro la fede pubblica:

a) una generale contro gli interessi della collettività;

b) ed una specifica contro il soggetto cui l’atto falso produce effetti lesivi.

 

La Corte enuncia così il seguente principio:

 

i delitti contro la fede pubblica tutelano anche il soggetto sulla cui concreta posizione giuridica l’atto incide direttamente, soggetto che, in tal caso, è legittimato a proporre opposizione contro la richiesta di archiviazione.

 

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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Cassazione 46843/2007: Mandato di arresto europeo

Avv. Hermans Joseph Iezzoni


Con la sentenza che si offre ai lettori di ABCDiritto, la VI sezione della Cassazione stabilisce che, in tema di mandato d’arresto europeo, va sempre rifiutata l’estradizione del cittadino italiano, ai sensi dell’art. 18, comma 1, lett. p), L. 22 aprile 2005, n. 69, se la condotta criminosa si è inizialmente verificata, anche in parte, sul territorio dello Stato italiano.

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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Cassazione Sezioni Unite 26617/2007: anche l’assegno circolare vale ad estinguere una obbligazione in denaro.

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

 

Con la pronuncia che si offre ai lettori di ABCDiritto, le Sezioni Unite della Cassazione rispondono alla domanda se l’obbligazione in denaro si estingua solo attraverso la moneta contante o sono ammissibili forme alternative di pagamento?

Per l’orientamento maggioritario l’invio di assegni circolari equivaleva ad una proposta sottoposta al consenso del creditore e la cui accettazione era condizionata “salvo buon fine” o “salvo incasso”.

Secondo l’orientamento minoritario, invece, pur mancando la diretta equivalenza fra moneta contante ed assegno circolare, quest’ultimo, per le caratteristiche della sua emissione, garantisce al legittimo portatore l’acquisizione della somma di denaro incorporata nel titolo. Per questa via l’assegno circolare equivale al denaro contante.

Le Sezioni Unite mostrano di associarsi all’idea prevalente secondo cui si sono affermati mezzi alternativi al pagamento in contanti e la legislazione si muove in tal senso. Ill D.L. 143/1991 ad esempio impone il divieto di usare il contante per somme superiori ad euro 12.500 ed il D.L.223/2006 impone il divieto di usare il contante per il pagamento di compensi relativi ad arti o professioni superiori euro 100.

Nel trasferimento di denaro anche il domicilio ha perso la sua coincidenza con l’anagrafe individuandosi sempre più spesso con la sede della banca presso il quale è aperto il conto a nome del creditore.

Per queste ragioni la Corte conclude che in tutti i casi in cui non vi è divieto di usare il contante il debitore ha facoltà di pagare con assegno circolare. Il creditore potrà rifiutare il pagamento ma solo se vi è un giustificato motivo nei termini di correttezza e buona fede. L’estinzione dell’obbligazione si verificherà quando il creditore incasserà la somma di denaro, ricadendo sul debitore il rischio dell’inconvertibilità dell’assegno.

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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Agenzia delle Entrate Circolare N. 70/E del 18 Dicembre 2007

Avv. Hermans Joseph Iezzoni 

ABCDiritto pubblica il testo integrale della Circolare N. 70/E dell’Agenzia delle Entrate che modifica la disciplina tributaria sulla previdenza complementare.

Segue il testo del provvedimento: (continua…)


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Cassazione 47096/2007: non viola la segretezza dell’e-mail chi è in possesso legittimo della password

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Con la pronuncia che si offre ai lettori di ABCDiritto, la V Sezione della Cassazione, riconoscendo la piena estensione della tutela penale alla corrispondenza, anche informatica, nega, nel caso sottoposto al suo sindacato, la sussistenza del reato individuato all’articolo 616 del Codice Penale.

Recita l’articolo 616 del Codice Penale, Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza :

“Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da € 30 a € 516.

Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, è punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a tre anni.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa.

Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per “corrispondenza” si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza.”

La norma penale tutela l’esigenza di proteggere, da occhi indiscreti, la corrispondenza indipendentemente dal contenuto segreto poiché vi è interesse a salvaguardare la libertà individuale in ogni suo aspetto. In via mediata, ossia un gradino sotto la protezione alla persona umana, riceve tutela anche l’interesse patrimoniale collegato al contenuto della missiva.

Le condotte punite a titolo di “dolo” sono:

a) la presa di cognizione, se non previsto già come reato da un’ altra norma;

b) la sottrazione, che si ha quanto, indipendentemente dalla durata, la corrispondenza sia stata rimossa dalla legittima disponibilità del destinatario;

c) la distrazione, tutti gli atti diretti, anche temporaneamente, a modificare il regolare percorso della corrispondenza rispetto alla sua destinazione;

d) la distruzione o la soppressione;

e) la rivelazione del contenuto senza giusta causa e con pregiudizio rilevante, si tratta di ipotesi in cui si può escludere la liceità del comportamento attraverso un bilanciamento di interessi ed affidandosi ad una ricognizione etico/sociale del senso di giustizia.

La Cassazione ha ritenuto infondato il ricorso poiché, sulla base delle linee guida adottate dal Garante Privacy il 1 marzo 2007, deve considerarsi legittimo l’accesso al computer aziendale utilizzato dal dipendente ed alla casella di posta aziendale se per esigenze dell’organizzazione aziendale le password erano state legittimamente comunicate al Dirigente.

Segue il testo della sentenza: (continua…)


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Corte Costituzionale 431/2007: legge regionale e competenza statale negli appalti

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale per invasione della sfera riservata alla competenza statale :

a) degli artt. 27, comma 3, 35, 36, 37, 38, 39, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57 e 58 del titolo III della legge della Regione Campania 20 giugno 2006, n. 12;

b) dell’art. 12 della legge della Regione Abruzzo 20 dicembre 2000, n. 115 (Nuove norme per l’edilizia scolastica), come sostituito dall’art. 2, comma 2, della legge della Regione Abruzzo 8 novembre 2006, n. 33 (Modifiche e integrazioni di leggi regionali concernenti i lavori pubblici e l’edilizia residenziale pubblica) e dell’art. 7, comma 1, della legge regionale n. 33 del 2006.

Segue il testo integrale della sentenza: (continua…)


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TAR Lazio 13361/2007: Generale Roberto Speciale

Avv. Hermans Joseph Iezzoni

TAR Lazio II Sezione sentenza n. 13361 del 15 dicembre 2007

FATTO

Il Dott. Roberto SPECIALE, ufficiale generale in s.p.e. dell’Esercito Italiano, dichiara d’esser stato nominato, previa deliberazione del Consiglio dei ministri del 31 luglio 2003 ai sensi dell’art. 4, I c. della l. 23 aprile 1959 n. 189, Comandante Generale della Guardia di Finanza, in forza del D.P.R. 16 ottobre 2003, debitamente registrato dalla Corte dei conti.

Il Dott. SPECIALE rende altresì noto che, a seguito della nomina del Governo in esito alle elezioni per la XV legislatura repubblicana, questo non lo revocò a suo tempo. Pertanto, il suo incarico dirigenziale s’appalesa confermato ai sensi dell’art. 19, c. 8 del d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165 (nel testo previgente alla novella recata dall’art. 2, c. 159 del d.l. 3 ottobre 2006 n. 256, convertito, con modificazioni, dalla l. 24 novembre 2006 n. 286), a suo dire, fino alla naturale scadenza, ossia il compimento del suo 65° anno d’età, limite massimo ex lege di permanenza in servizio per i generali di Corpo d’armata della G.d.F. Nel frattempo, il Sig. Ministro dell’economia e delle finanze delegò al Viceministro On.le Prof. Vincenzo VISCO, tra l’altro, pure i propri poteri di direzione e vigilanza ex art. 1 della l. 189/1959 sulla G.d.F. (continua…)


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