LA DIFESA D’UFFICIO – Pillole

A cura del Dott. Francesco Casagli

La difesa d’ufficio scaturente da una designazione di provenienza esterna all’assistito, risponde ai requisiti della sussidiarietà – obbligatorietà – immutabilità e precostituzione : facciamo un po’ di chiarezza:
- è sussidiaria rispetto alla difesa di fiducia, poiché il difensore di ufficio cessa dalle proprie funzioni non appena venga nominato un difensore di fiducia;
- è obbligatoria, giacchè il difensore d’ufficio non (continua…)


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Appunti sul contratto – prima scheda.(slideshow)

A cura dell’Avv. Hermans Joseph Iezzoni

ABCDiritto presenta la prima scheda sul Contratto :


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Il Responsabile Civile ed il Civilmente obbligato per la pena pecuniaria – Spunti e chiarimenti

A cura del Dott. Francesco Casagli

1. Il RESPONSABILE CIVILE è un soggetto diverso dall’imputato e tenuto, in luogo di quest’ultimo, al risarcimento del danno prodotto dal reato (ad es. Compagnia Assicuratrice per i danni prodotti dal veicolo condotto dal conducente-imputato).
Si tratta di una parte privata, accessoria ed eventuale; è accessoria perché la posizione giuridica sostanziale che la concerne è secondaria rispetto all’azione penale, oggetto principale del processo; è eventuale perché la sua partecipazione al processo non è necessaria ed indefettibile, come quella dell’imputato, che è invece essenziale.
Il responsabile civile può concorrere con l’imputato all’obbligo risarcitorio dei danni cagionati dal reato.
La posizione processuale del responsabile civile è altresì (continua…)


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Riqualificazione energetica ed incentivi per l’impianto fotovoltaico

A cura dell’Avv. Hermans Joseph Iezzoni

L’Ingegnere Giuseppe T., gentile lettore di ABCDiritto, chiede :

Cortesemente chiedo (avendo avuto notizie contrastanti fra loro) se la ristrutturazione di una baita di montagna composta da piccola stalla al piano terra e da fienile al piano primo situata nel comune di X, non ancora (continua…)


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Mobbing: Cassazione Sezione Lavoro n. 16148 del 20 luglio 2007

A cura dell’Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Il mobbing riassume tutta una serie di vessazioni persecutorie a livello psico-fisico che trovano come luogo di realizzazione gli ambienti di lavoro.Sono state individuate principalmente tre forme :

  1. il mobbing discendente/verticale – attuato dal superiore o dai superiori nei confronti dei subordinati;
  2. il mobbing ascendente – quando i subordinati si coalizzano contro il superiore;
  3. il mobbing orizzontale – attuato dai lavoratori di pari grado, ossia i colleghi.

Attraverso uno di esse od il combinarsi di esse (mobbing misto) si compiono azioni di emarginazione (ad esempio molestie, maltrattamenti, ingiurie, condizioni di lavoro frustranti o con orari di lavoro eccessivi, uso di trasferimenti illegittimi) verso un soggetto con ripercussioni in grado di far insorgere patologie medico/psichiatriche.La pronuncia che qui si richiama stabilisce la responsabilità del datore di lavoro, nel caso di mobbing orizzontale, poiché egli è sempre tenuto a vigilare ed attivarsi a che cessino le vessazioni persecutorie.

Chiarisce la Corte che nel caso di una pluralità di fatti delittuosi, variamente protratti nel tempo, non è conforme al diritto attribuire rilevanza al primo di essi per computare il termine di prescrizione poiché “anche i successivi illeciti sono potenzialmente idonei a determinare una autonoma lesione del diritto e quindi a fondare una domanda di risarcimento.”

Parimenti non è conforme a diritto “far decorrere la prescrizione del risarcimento del danno” dalle vessazioni persecutorie anziché dal manifestarsi all’esterno del danno. Quest’ultimo, infatti, è il momento in cui la lesione si oggettiva con peculiarità di percepibilità e riconoscibilità all’esterno.


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Cassazione Sezioni Unite Civili n. 14712 del 26 giugno 2007

A cura dell’Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto un contrasto giurisprudenziale riguardo la natura della responsabilità della Banca negoziatrice che abbia pagato gli assegni in violazione della legge di circolazione ed esattamente a favore di persone diverse dai beneficiari dei titoli.Questo tipo di responsabilità, spiega la Corte, ha natura (continua…)


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Cassazione Sezioni Unite Penali n. 30347 del 26 luglio 2007

A cura dell’Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Le Sezioni Unite, con una esaustiva ricostruzione, sono tornate sul tema delle operazioni di intercettazione con l’ausilio di impianti non in dotazione agli uffici della Procura, stabilendo che il Pubblico Ministero debba assolvere preventivamente e pienamente all’obbligo di motivazione del decreto che dispone tali operazione.Il PM non potrà, infatti, limitarsi solo a semplici riferimenti di insufficienza od inidoneità degli impianti presenti nell’ufficio, dovendo, invece, indicare espressamente le ragioni di queste insufficienze od inidoneità poiché questa è una condizione di legittimità della futura attività captativa. Le ragioni devono quindi precedere le operazioni di intercettazione non potendo essere colmate dal Giudice nel successivo giudizio di merito o di legittimità.


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Regolamento per la formazione professionale continua 13 luglio 2007

A cura dell’Avv. Hermans Joseph Iezzoni
Consiglio nazionale forense

Regolamento per la formazione professionale continua

testo approvato il 13 luglio 2007


Articolo 1 Formazione professionale continua.

L’avvocato iscritto all’albo ed il praticante abilitato al patrocinio, dopo il conseguimento del certificato di compiuta pratica hanno l’obbligo di mantenere aggiornare la propria preparazione professionale.
2. A tal fine, essi hanno il dovere di partecipare alle attività di formazione professionale continua disciplinate dal presente regolamento, secondo le modalità ivi indicate.
3. L’adempimento di tale dovere, con riferimento agli ambiti in cui si comunica di esercitare l’attività professionale prevalente, è, altresì, condizione per la spendita deontologicamente corretta, ai sensi dell’art. 17 bis del codice deontologico forense, dell’indicazione dell’attività prevalente in qualsiasi comunicazione diretta al singolo o alla collettività.
4. Con l’espressione formazione professionale continua si intende ogni attività di accrescimento ed approfondimento delle conoscenze e delle competenze professionali, nonché il loro aggiornamento mediante la partecipazione ad iniziative culturali in campo giuridico e forense.

Articolo 2 Durata e contenuto dell’obbligo
l. L’obbligo di formazione decorre dal 1° gennaio dell’anno solare successivo a quello di iscrizione all’albo o di rilascio del certificato di compiuta pratica, con facoltà dell’interessato di chiedere ed ottenere il riconoscimento di crediti formativi maturati su base non obbligatoria, ma in conformità alle previsioni del presente regolamento, nel periodo intercorrente fra la data d’iscrizione all’albo o del rilascio del certificato di compiuta pratica e l’inizio dell’obbligo formativo. L’anno formativo coincide con quello solare.
2. Il periodo di valutazione, della formazione continua ha durata triennale. L’unità di misura della formazione continua è il credito formativo.
3. Ogni iscritto deve conseguire nel triennio almeno n. 90 crediti formativi, che sono attribuiti secondo i criteri indicati nei successivi artt. 3 e 4, di cui almeno n. 20 crediti formativi debbono essere conseguiti in ogni singolo anno formativo.
4. Ogni iscritto sceglie liberamente gli eventi e le attività formative da svolgere, in relazione ai settori di attività professionale esercitata, nell’ambito di quelle indicate ai successivi articoli 3 e 4, ma almeno n. 15 crediti formativi nel triennio devono derivare da attività ed eventi formativi aventi ad oggetto l’ordinamento professionale e previdenziale e la deontologia.
5. L’iscritto, che, dando con qualunque modalità consentita informazione a terzi, intenda fornire le indicazioni di cui al precedente articolo 1, comma 3, dovrà aver conseguito, nel periodo di valutazione che precede l’informazione, non meno di 30 crediti formativi nell’ambito di esercizio dell’attività professionale che intende indicare.. (continua…)


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Corte Costituzionale ordinanza 298 del 17 Luglio 2007

A cura dell’Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Investita dal Tribunale di Genova, con ordinanza del 12 settembre 2006, della possibile incostituzionalità degli articoli 360 e 420bis del Codice di procedura civile, la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili ed infondate le questioni.Esattamente riguardo l’articolo 360 del Codice di procedura civile, nella parte in cui tra i motivi di ricorso in Cassazione sono indicati la “violazione e falsa applicazione di [...] contratti ed accordi collettivi nazionali di lavoro”, il Tribunale di Genova rimetteva alla Consulta, che ne dichiarava l’inammissibilità, la questione se dalla formulazione della norma risultasse :

  1. un potere discrezionale affidato al Giudice sulla qualificazione del contratto collettivo come “nazionale” in contrasto con l’articolo 39 della Costituzione;
  2. un’ingerenza dello Stato nell’autonomia sindacale, sancita dall’articolo 39 della Costituzione, elevando i contratti collettivi al rango di “fonti di diritto oggettivo”;
  3. un contrasto con (continua…)

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Corte Costituzionale 17 luglio 2007 n. 291 – Dott. Davigo vs. On. Sgarbi

A cura dell’Avv. Hermans Joseph Iezzoni

Corte Costituzionale 17 luglio 2007 n. 291 – Dott. Davigo vs. On. Sgarbi
(Presidente F. BILE, Relatore A. Quaranta)

SENTENZA

nel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito della deliberazione della Camera dei deputati del 17 marzo 2004 (Doc. IV-ter, n. 4-A) relativa alla insindacabilità, ai sensi dell’art. 68, primo comma, della Costituzione, delle opinioni espresse dall’onorevole Vittorio Sgarbi nei confronti del dottor Piercamillo Davigo, promosso con (continua…)


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